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In questo numero:
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Viaggio in Umbria
Il Sole, appena sveglio, accarezzava i nostri volti, e la fresca aria mattutina segnava il sentiero che ci avrebbe portato nel polmone verde d’Italia.
Umbria, terra di paesini medievali arrampicati sulla roccia e culla di San Francesco, patrono della nostra nazione.
Un posto in cui la natura fa ancora da padrone, forse unica eccezione in un mondo dove lo strapotere economico domina sulla necessità di un universo più pulito, al quale, al momento, viene sottratto il bene più prezioso: Madre Natura.
Candidi esempi sono i graziosi paesi che hanno fatto da cornice allo splendido quadro i cui protagonisti eravamo noi: giovani esploratori al servizio della natura.
Il borgo più interessante è stato senza alcun dubbio Spello, delizioso paese che sembra disegnato dalle mani abili di un artista, con gli affreschi di Pinturicchio a valorizzare il tutto.
Come non dimenticarsi di Assisi e Santa Maria degli Angeli, tra le più ambite mete di pellegrini in quanto terre di San Francesco, che dà anche il nome alla Basilica di Assisi, una delle più famose d’Italia.
La pioggia non ci ha impedito di fare tappa a Gubbio, uno dei comuni più rinomati della regione, nonché luogo scelto per le riprese della fiction televisiva “Don Matteo”, che ha scatenato la curiosità di parte del gruppo.
Durante questa gita ho avvertito sentimenti che non provavo dentro di me da molto tempo: l’invidia e la gelosia.
Ero invidioso di una terra in cui non c’è spazio per centrali inquinanti.
Ero invidioso di cittadini che respiravano aria pura e non condannati alla morte da tumori procurati da fumi infami.
Ero geloso della mia città, che sto perdendo lentamente in preda a “mercenari” che l’hanno resa cavia di laboratorio.
Ero geloso del mio mare, che in Umbria non hanno, ma che, da noi, continuano a distruggere, a inquinare, a uccidere.
Forse perché abbiamo poca voglia e grinta per portare in alto le nostre acque, un tempo meta prediletta dei grandi poeti classici?
Tempo che si è fermato nell’Ottobre del 1964, con l’avvio del primo altoforno…
Ma questa è un’altra storia….
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